Nuova occupazione a Pontassieve – SRA La Macchia occupato

SRA La Macchia occupato

Ci siamo oggi riappropriati di uno spazio sito nell’area ferroviaria di Pontassieve. Un edificio che verte da oltre un decennio in totale stato di abbandono ed inserito nei loschi piani dell’amministrazione locale che si auspica la stesa di nuovo ed inutile cemento. Così come accadde 5 anni fa, vogliamo strapparlo a quelle logiche e riaprirlo alla cittadinanza. Abbiamo oggi la forza e la volontà di riprovarci.

Abbiamo occupato perché nel nostro territorio percepiamo un’effettiva carenza di luoghi destinati ad un uso collettivo. Piazze, case del popolo, centri commerciali: questi spazi non sono un adeguato contenitore delle nostre variopinte idee, al loro interno non possiamo esprimerci liberamente e, poiché difficilmente concessi se non per innocue iniziative o previo pagamento di ingenti quote d’affitto, di fatto risultano spazi ad uso privato.

Abbiamo occupato perché vogliamo opporci al continuo sgretolamento delle relazioni, all’erosione dei rapporti umani, al crescente isolamento in cui ci spingono diffidenza e insicurezza.

Abbiamo occupato perché crediamo che riaprire spazi abbandonati per riutilizzarli in forma collettiva, attraverso forme di spontanea aggregazione e riscoprendo il piacere della condivisione, sia una valida alternativa ad un presente in cui la dimensione privata monopolizza le nostre vite.

Abbiamo occupato perché non ci riconosciamo in alcun schieramento partitico, non crediamo nella delega né tanto meno alle chiacchiere di chi pretende di rappresentarci. Nessuno può interpretare le nostre idee, sogni, desideri se non noi stessi.

Abbiamo occupato per dare una risposta concreta alle nostre necessità, consapevoli che solo agendo in prima persona, autodeterminando le nostre azioni, concependo gli spazi urbani in maniera differente e squarciando la chiusura delle grigie città, si possa, finalmente, intervenire nel processo creativo che costruisce la nostra realtà.

La nostra occupazione si inserisce quindi in un ampio contesto che da un lato affonda le sue radici nel nostro specifico territorio ma contemporaneamente lancia uno sguardo alla complessa situazione internazionale.

Nel contesto di crisi diffusa che investe le nostre vite, un bombardamento mediatico incessante e quotidiano ci propina i politici di turno mentre agitano lo spettro della “bancarotta di stato”, tanto da metterci nella condizione di dover accettare anche le soluzioni più estreme e dolorose, dai sempre più crescenti tagli alla continua precarizzazione, sino alla svendita del patrimonio pubblico per far cassa.

E dove la politica, per timore di sgretolare il suo consenso, riesce solo in parte ad imporre quei rimedi tanto impopolari quanto coercitivi, ecco che un “golpe finanziario” , in modo astuto ma non silente, riesce a sovvertire le attuali istituzioni cosiddette democratiche e ad insinuarsi con il suo dominio.

Da ciò constatiamo che per instaurare un nuovo regime, non serve più il ricorso alla violenza militare, ma è senza dubbio più efficace l’autorità persuasiva esercitata dalla retorica dell’emergenza. Ne è una riprova la creazione di un nuovo esecutivo di emergenza, appunto, nato sotto la pressione dei professionisti della finanza di Bruxelles, e l’incarico conferito a Mario Monti, un tecnocrate promosso senatore a vita e sponsorizzato dai principali schieramenti, di destra e di “sinistra”, che formano – di fatto – un fronte compatto al servizio di banche e gruppi economici dominanti, non certamente a tutela dei nostri interessi.

La politica alla mercé della finanza, la finanza al servizio di banche e speculatori di turno.

Ci vogliono spettatori inermi di questo macabro teatrino, taciti testimoni del nostro tempo, disciplinati e rispettosi , sottomessi. In barba, rispondiamo occupando e riappropriandoci della nostra vita.

L’edificio che da oggi riapriamo sarà uno spazio libero, ad uso collettivo e autogestito. Uno spazio aggregativo in cui condividere esperienze e conoscenze, in cui sviluppare attività culturali e artistiche: più in generale la nostra concreta risposta alla crisi. Saranno quindi i diretti partecipanti a farlo vivere, senza filtri, veti o deleghe.

Venite, venite, venite. Il nostro è solo il primo passo, costruiamolo assieme!


Venerdì 18 novembre 2011

Si accedono le luci!

A partire dalle ore 20.00 cena inaugurale, a seguire musica.

 

Sabato 19 novembre

Ore 16.00 iniziativa pubblica

Approfondimento sull’attuale situazione di crisi e rivolte in Grecia.

Proiezione del documentario greco “DEBITOCRAZIA”.

Le misure di austerity in Grecia ed i mezzi di resistenza e disobbedienza del popolo.
Contemporaneamente, alla luce delle nuove manovre di governo, cercheremo di tracciare un quadro parallelo del nostro contesto nazionale e le sue potenzialità di lotta.

Interverranno compagni greci.

 

Ore 20.00 apericena

Ore 22.00 musica

 

Domenica 20 novembre

Ore 17.00 assemblea pubblica

Assemblea aperta per organizzare assieme lo spazio: vieni a proporre le tue idee!

Ore 20.00 apericena in musica

Ore 21.00 proiezione film su grande schermo

 

Lunedì 21 novembre (tutti i lunedì)

Ore 21.00 assemblea settimanale

 

Lo Spazio Rigenerato Autogestito La Macchia si trova in via Aretina a Pontassieve di fronte all’Istituto Balducci (stesso edificio di 5 anni fa).

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