Questa è la votazione all’Onu sulla fine dell’embargo che gli Stati Uniti ignoreranno con la solita arroganza…Per il sedicesimo anno consecutivo l’Onu ha votato per la revoca dell’embargo da parte degli Stati Uniti all’isola caraibica di Cuba.
La rivoluzione cubana si appresta, il primo gennaio, a festeggiare i suoi 51 anni di vita, di cui 50 sotto il blocco economico da parte del più potente e influente paese del mondo.L’embargo è iniziato nel ’60 e (giusto per far chiarezza), non c’entra assolutamente niente con la crisi missilistica che invece è successiva all’inizio del blocco.
Il 70% della popolazione è nata in questo periodo e, solo l’amministrazione Bush, ha danneggiato le relazioni con almeno 30 nazioni,
l’ultimo conteggio del danno economico arrecato è di circa 60 miliardi di euro, cioè 120mila miliardi di lire, che influiscono molto su un paese di appena undici milioni di abitanti.
Torniamo alla votazione, 184 si, 4 no e un astenuto, questo è stato il risultato del voto, accanto agli Usa hanno votato no: Israele, Palau e isole Marshall; astenuta la Micronesia.
Tutti starete pensando, finalmente gli Usa revocheranno l’odioso embargo, invece Bush ha detto che fino a quando ci saranno i Castro l’embargo durerà e anzi sarà inasprito, andando anche contro l’interesse di molte imprese statunitensi che vedono un mercato di undici milioni di abitanti accanto a casa a cui non possono vendere i loro prodotti.
Quindi gli Usa faranno quello che vogliono come sempre nella loro storia, e, per quanto riguarda la questione Cuba, per come fanno da sedici votazioni e da 48 anni, esattamente come fanno i loro amici israeliani che non rispettano le risoluzioni ONU sul ritiro dai territori palestinesi occupati nel ’67.
Nell’ultimo periodo, non si capisce (?) per quale strano motivo, si sono posate le attenzioni dei media italiani, soprattutto del principale telegiornale italiano: il tg1, sull’isola caraibica, con servizi ovviamente finti, distorti e palesemente di parte, infatti la notizia della votazione ONU non è stata data.
La realtà è ben diversa, Cuba, purtroppo per chi vuole la sua fine, non solo resiste ma finalmente rialza la testa dopo anni di sofferenza, ormai l’economia è in crescita costante da diversi anni con un tasso del PIL che aumenta dal 6% al 9%, quello italiano va dallo 0% al 2%, e che insieme al Venezuela di Hugo Chavez sta provando a scrivere una nuova storia per il sudamerica e forse per l’intero pianeta.
I media (e non solo) italiani insistono sul dire che il socialismo a Cuba finirà con la morte di Fidel Castro, effettivamente per chi ha poca conoscenza storica e d’attualità o ne parla con molta superficialità questo può essere vero, vero è che a Cuba sono Castristi prima che socialisti, come dargli torto, persone così carismatiche ne nascono di rado, non pensiamo che, in questo caso, i giornalisti italiani sia ignoranti o superficiali, ma semplicemente che stiano seguendo delle direttive ben precise e forse le veline vengono direttamente dall’ambasciata USA.
Ma dove è l’ignoranza paventata precedentemente?
Eccola: allora Raul Castro rispetto al suo fratello maggiore non è più moderato, come si lascia intendere dai servizi, bensì negli archivi della CIA lui e Che Guevara erano considerati i duri e puri della rivoluzione cubana, i marxisti leninisti quelli da cui bisognava stare attenti, inoltre Raul è ed è stato per oltre 40 anni capo delle forze armate e dei servizi segreti, ma a parte Raul, che ha anche lui i suoi bei 76 anni, la classe dirigente cubana è giovane e preparata, e i cubani sono abbastanza intelligenti per capire che il posto di Fidel non potrà essere preso da una sola persona la quale non reggerebbe mai il confronto, così molto probabilmente
dopo la morte di Castro ci sarà una riorganizzazione istituzionale, e sarà
il momento in cui gli Stati Uniti proveranno a far scoppiare una controrivoluzione all’interno dell’isola, forse non un attacco diretto che sarebbe difficilmente giustificabile e più vergognoso di qualsiasi altra guerra fatta finora dagli Yankees.
Mentre i Media cercano di infangare Cuba e tutti gli sciacalli che si affannano a pronosticarne la fine, la rivoluzione cubana insieme a quella bolivariana sono l’avanguardia per il pianeta e l’unica vera e reale alternativa al modello di vita capitalistico neo liberista o socialdemocratico che si voglia, e in tutto questo, Fidel Castro libero da incarichi istituzionali parla, scrive e tratta tutti i temi possibili ed è diventato con la sua esperienza e la sua capacità di analisi, un faro da seguire quando un po’ di buio offusca la mente.
Quindi, non è un caso, l’interesse che c’è da parte dei media, ma lo scopo è quello di creare un terreno fertile, in attesa della morte di Fidel Castro, per far si che quando la controrivoluzione si sarà mossa non ci sia indignazione da parte della popolazione.
Quindi facciamo attenzione, stiamo sempre all’erta, non abbassiamo mai la guardia e cerchiamo di far capire la strategia mediatica dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati.
Chi ha votato no o si è astenutoIsraele:
Non ha bisogno di presentazioni, è uno stato non ha il diritto di esistere che occupa illegalmente una terra non sua e che sta compiendo un genocidio ai danni del popolo palestinese, mai nella storia è avvenuta una tragedia così capillare senza che nessuno muovesse un dito.
Palau, Isole Marshall e Micronesia:la storia è simile per i tre arcipelaghi dell’oceano Pacifico ex colonie americane, pochissimi abitanti indipendenti da poco, ma le relazioni estere e la difesa sono curate ancora dagli USA, quindi è in caso che abbiano votato insieme alla ex madrepatria???