Musica e Cinema 20.08.09
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di Amministratore www.Bujanov.org

Nazirock di Claudio Lazzaro

Nazirock di Claudio Lazzaro è un documento controverso. Un lavoro destinato a far discutere, una fotografia cruda e realista di un mondo troppo spesso sottovalutato, che sta tornando a far presa tra le giovani generazioni del nostro paese.
Il “sottobosco” dei naziskin, dei neonazisti, dei nazionalsocialisti, delle “teste rasate”, dei nostalgici del duce....un “sottobosco” spesso liquidato nelle menti della gente come “innocuo” , “filo demenziale”, “inesistente” a livello di impatto politico. In realtà stiamo parlando di un movimento che silenziosamente è cresciuto per strada, partendo dalla propaganda dal basso, utilizzando luoghi di aggregazione come le curve degli stadi, sfruttando immagini e simboli di impatto, e ostentando soluzioni drastiche laddove con la ragione e con l’ideologia le risposte risultano razionalmente limitate. Nazirock racconta tutto questo, e lo fa con un approccio imparziale, documentando quello che accade principalmente a un raduno di Forza Nuova.
Intervistando persone, ragazzi, organizzatori e musicisti. Sottolineando il filo conduttore che unisce i “vecchi camerati” con i giovani simpatizzanti, quello che per molti può rappresentare uno sfogo e uno svago, mentre per altri un primo approccio verso un movimento ideologicamente anticostituzionale: la musica. Attraverso la “musica non conforme” di estrema destra, attraverso testi deliranti e razzisti, attraverso incontri politici che rappresentano un “contorno” all’evento musicale, la scena “nazirock” (o Rock nazionalsocialista che dir si voglia) rappresenta l’ultima frontiera della “rinascita fascista” nel nostro paese. Una rinascita ideologica che grazie all’ignoranza storica e politica, unita al timore di ciò che “qualcuno ci dice di temere”, porta sempre più ragazzi ad unirsi a manifestare sotto una croce celtica o una svastica, a tendere il braccio in segno di saluto, a offendere e malmenare i cittadini stranieri del nostro paese, a richiedere a gran voce sicurezza e giustizia mediante spedizioni punitive, ad urlare orgogliosamente sotto un palco “io ho il cuore nero” (triste ma significativa hit della scena nazionalsocialista).
In un momento storico e politico come questo , dove essere fascista oggi ritorna ad essere un vanto e non più una cosa da nascondere, dove è normale diffidare dello straniero, o invocare il diritto di essere “padroni a casa nostra”, questo documento di Claudio Lazzaro assume un valore ancora più importante. Attraverso questo lavoro, forse, si può capire quello che veramente gira nelle teste di chi decide di passare le proprie serate all’insegna dei pestaggi; si può capire cosa si è mosso dietro all’omicidio di Verona e alle altre decine di aggressioni che sono accadute nella penisola nelle ultime settimane. Si può forse concludere che l’odio che porta un ragazzetto qualunque a diventare fascista, è semplicemente ignoranza e vergogna per se stesso; è semplicemente cercare di mascherare quello che si è attraverso la violenza, aiutati dall’esuberanza e dalla forza che solo “il branco” può dare, magari mischiata con qualche bicchierino o qualche polverina di troppo “per farsi coraggio”.
È giunto però il momento di considerare tutto questo movimento, di smetterla di scuotere la testa sorridendo di fronte alle loro dimostrazioni, di farla finita di ritenerli “quattro gatti” , o comunque “di poco impatto”. Se veramente il vento in Italia sta cambiando, se veramente sembra sgretolarsi intorno a noi - lentamente- questo tipo di società, questa falsa democrazia che non è altro che una dittatura del denaro, questa economia capitalista, forse è il caso di guardarci indietro e di vedere quali potrebbero essere le alternative. E provare a immaginare quanto un esercito di deliranti neonazisti può crescere alla velocità della luce, in queste condizioni sociali; e capire che è il momento di tornare a contrastarlo. Contrastarlo non ripagandolo con la loro stessa moneta, che tradotto significa violenza e infamità, ma attraverso l’istruzione e il recupero dei valori che hanno portato il nostro paese a liberarsi della dittatura mussoliniana: gli ideali della resistenza.
Recuperare dal basso i veri valori fondanti del nostro paese, per evitare che i “protagonisti” di questo splendido documento giornalistico non si “riproducano” a livello ideologico e non infestino sempre più numerosi le nostre città con i loro metodi.
Proprio per questo la visione dell’ottimo documentario di Claudio Lazzaro può rappresentare un importante punto di partenza, anche per lo spettatore più “distratto” e meno preparato sulla gravità della questione.
Proprio per questo Valdarno Spa in collaborazione con il Cine Club Fedic Valdarno, in linea con gli ideali Antifascisti che appoggiano e che difendono quotidianamente, hanno deciso di proporre in Valdarno Nazirock, nonostante quella odiosa diffida che Forza Nuova ha pubblicamente fatto, limitandone le proiezioni e praticamente annullando la distribuzione cinematografica di questo lavoro in tutta la penisola.