Musica e Cinema 15.07.09
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di Amministratore www.Bujanov.org

Banda Bassotti, il disco Amore e Odio

La banda bassotti è tornata, per l’ennesima volta (ormai ci ha abituati ad un disco all’anno...una media abbastanza invidiabile...), con un lavoro carico di rabbia, di velocità, di contenuto.
L’ultimo cd del gruppo romano, "Amore e odio", pubblicato e distribuito dalla loro etichetta, la Gridalo Forte Records, è un perfetto misto tra ska, street punk (o OI! che dir sivoglia...), rocksteady e Combat Rock...ma quante etichette per un gruppo da sempre contro le convenzioni nazional popolari, che è solito schierarsi dalla parte dei più deboli, dei più poveri...secondo quell’ideale puramente comunista che li contraddistingue... "Amore e Odio" inizia con la velocità di "Yuri Gagarin", un pezzo assolutamente punk rock, un pezzo velocissimo ed immediato, dove i Bassotti mostrano tutta la loro abilità di musicisti. segue il pezzo che da il titolo al Cd, probabilmente uno dei testi più belli mai scritti dai Bassotti; una canzone che racconta una storia che purtroppo si ripete più volte in una certa parte del mondo: una storia di guerra, cruda ma commovente. Segue un vero e proprio "inno" ai Punk e agli Skinheads, la spettacolare "Partirò per Bologna" ...sicuramente un pezzo che diventerà tra i più cantati nei loro live set (anche per la sua struttura classicamente OI!). poi è il turno della splendida "Scelgo", scritta e cantata dal validissimo trombonista Sandokan. si apre con un interessante intro acustico per sfociare in un ritornello ska piuttosto orecchiabile. la Traccia numero 5 si chiama la Pantera, che parte lentissima con tanto di Clarinetto, per poi evolversi in levare,come il più tipico ska core dei Bassotti; segue poi la "Banda del Cavò", uno dei pezzi più interessante dell’intero cd, considerando lo ska delle strofe, che si evolvono in un grezzissimo coro OI! nel ritornello; il classico pezzo di critica verso la società (ma quanti ne abbiamo in questo cd...). segue "Quanta terra tra le mani" (scritta insieme all’attore Valerio Mastrandrea), poi la singolare "Fiesta si, Lucha Tambien" che rappresenta un pò il motto della Banda Bassotti (tradotto significa festa si, lotta pure...), la traccia numero 6 ("ci sei?") canzone piuttosto particolare nella struttura e nei cori, che racconta le difficili storie delle periferie e dei margini del mondo... particolarmente significativa è , invece, la "Mano del Morto", un pezzo strutturato in due parti, in cui si racconta velocemente la situazione Irlandese (da sempre considerata dai ragazzi della Banda...) e si critica la guerra in Iraq (il pezzo si conclude con il motto "No Blood for Oil"). Segue poi "Damigella della Notte" che racconta la storia di quelle ragazze costrette alla prostituzione dalla povertà, soprattutto nei paesi dell’est...è stato questo il prezzo da pagare per la caduta del comunismo. e davvero la fine del regime ha portato benessere e libertà??? infine gli ultimi due pezzi: "il Paese dei Balocchi" (dove si parla dei fatti di Genova, consapevoli che la lotta contro gli abusi dei potenti è appena iniziata) e il pezzo in Francese "La CLasse Ouvriere". in cunclusione: l’ennesimo ottimo lavoro dei Bassotti, ben suonato e soprattutto ben prodotto (il titolo di produttore ed ingegnere del suono spetta ancora una volta al grandissimo Kaki Arkarazo, ex Negu Gorriak....). non vedo veramente l’ora di sentire come questi nuovi pezzi suoneranno dal vivo, e come si sposeranno con il precedente ed entusiasmante repertorio della Banda.... l’occasione è vicina, considerando che lo Street Beat Tour di quest’anno è già in giro per l’Italia e che toccherà Firenze il 14 Aprile..... un occasione da non perdere considerando che prima della banda suonerà la Kontrabanda di Fermin Mugurunza di ben 12 elementi (ex Negu Gorriak....qualcuno si ricorderà di lui per averlo visto in tour con Manu Chao l’anno scorso....).