Valdarno SPA/Bomba |
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Guardando alla nostra società ci accorgiamo, ogni giorno che passa, che la nostra vita è continuamente sotto attacco. Le ultime riforme governative e del mercato del lavoro, con la legge 30 e la legge Treu del precedente governo, hanno contribuito in modo determinante a rendere il lavoro precario ed instabile, annullando di fatto la possibilità per un giovane di poter costruire il proprio futuro su una base economica sicura. All’ordine del giorno è anche il caro vita, che ormai è diventato una costante nelle tasche dei meno abbienti con un governo assente nel calmierare i prezzi e con aumenti salariali non adeguati all’inflazione. Proprio dopo tutti questi anni di continui attacchi ai lavoratori italiani è aumentato in noi il vuoto dato dalla mancanza di spazi sociali in grado di soddisfare i bisogni della popolazione, luoghi dove potersi incontrare, parlare, coinvolgersi, progettare qualcosa. Gli spazi esistenti per fini sociali sono quasi tutti esclusivamente a fini di lucro e quasi tutti offrono poca varietà, non garantendo a tutti di trovare e sviluppare le proprie passioni e quindi non sono accessibili a tutti. La nostra idea e la nostra voglia è quella di realizzare degli spazi popolari autogestiti come risposta a questi bisogni. Spazi dove chiunque possa crescere, pensare, creare e realizzare i propri progetti, che siano artistici, culturali, politici, sportivi o sociali. La nostra comunità, come il resto della società, ha in sè moltissime persone ricche di idee, di proposte, di creatività e di volontà, che se solo riuscissero ad attivare, renderebbero sicuramente migliore l’ambiente in cui viviamo. Questo potenziale viene quasi sempre soffocato, perché non vi sono luoghi e modi dove poterlo liberamente esprimere. Ecco perché vogliamo creare uno spazio libero dalle politiche commerciali, cercando di offrire il maggior numero possibile di servizi e opportunità in modo gratuito o comunque a prezzi popolari e proprio da queste nostre esigenze e voglie è nata la campagna Valdarno S.P.A.(Spazi Popolari Autogestiti). Spazi diretti a tutte le persone che si sentono in grado di fare o dire qualcosa, degli spazi che diventino un punto d’incontro e di ritrovo anche solo per scambiare quattro chiacchere. Con questo nostro documento presentiamo le nostre idee e diciamo a chiunque voglia partecipare alla realizzazione della campagna che le porte sono sempre aperte, sia per chi ha voglia di inserirsi in uno dei progetti già in programma, sia per chi ne voglia realizzare di nuovi. Non possiamo neppure immaginare che dare la possibilità di esprimersi liberamente alle persone, possa essere considerato controproducente per i nostri amministratori, quindi, forti di questa nostra convinzione, chiediamo principalmente alle amministrazioni comunali di darci uno spazio dove sviluppare i nostri progetti. Il Valdarno è piano di spazi in disuso. Noi non vogliamo che si spendano soldi pubblici per la creazione di questi spazi. Chiediamo alle amministrazioni comunali che la smettano di fare le solite promesse di centri di aggregazione giovanili e invece di stanziare migliaia di euro nei loro bilanci programmatici per la costruzione ex-novo di nuovi stabili, ci ascoltino e si adoperino per trovare una felice soluzione alle nostre necessità, che non sono solo nostre ma di tanti giovani e tante persone che la pensano come noi. Per realizzare questo progetto vorremmo poter usufruire degli spazi comunali che sono lasciati all’abbandono, così come potrebbero essere utilizzati spazi appartenenti a privati che sono comunque in stato di inutilizzo e degrado. Proponiamo una rivalutazione del territorio, ed in questa ottica vogliamo far rivivere gli spazi in disuso. L’autogestione è per noi il sistema più idoneo a questo tipo di spazio, perché autogestione vuol dire riappropriarsi della propria vita e del tempo libero, per dare valore ai naturali bisogni dell’uomo e della sua vitale creatività, che nella società di oggi sono spesso mortificati e frustati perché troppo spesso dipendenti dalla propria disponibilità economica. Vogliamo che gli organizzatori, i promotori, gli aderenti e in futuro anche i frequentatori dei centri si sentano responsabili di quei luoghi e di qualsiasi cosa ci sia dentro. La nostra visione del mondo è collettiva e siamo contro gli individualismi e alla concorrenza tra persone. Stando insieme e unendo le forze si possono fare grandi cose, divisi ci si può creare il proprio bel giocattolino ma molto fine a se stesso. Vogliamo farci promotori di una cultura diversa basata sull’uguaglianza, e sul rispetto di tutti. 1) SPA: i nostri spazi popolari autogestiti, come spazio sociale libero dalle regole del mercato, dal profitto, dall’individualismo, dal razzismo, dall’emarginazione e dallo sfruttamento, dalle barriere generazionali, 2) INFORMAZIONE: Giornali, radio e Tv street 3)CULTURA E DISCUSSIONE POLITICA: spazio per iniziative politiche, dibattiti, discussioni, campagne di sensibilizzazione 4)ARTE: laboratori e corsi, di teatro, musica, montaggio video, pittura, lingue ecc... 5)SPORT: pratica di sport popolare, come forma di aggregazione pura, non a fini competitivi ma ricreativi 6)BIBLIOTECA: per una memoria storica 7)INFORMATICA hack lab e corsi 8)TERRA E AMBIENTE: ecologia, urbanistica, sviluppo sostenibile ecc... 9)RICREATIVO: bar/pub autogestito, concerti, spettacoli teatrali e sale ricreative ecc... |



